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Telecom Italia S.p.A. Home page

Emissioni atmosferiche

Le emissioni di gas serra di Telecom Italia sono riferibili all’utilizzo di combustibili fossili, all’acquisto di energia elettrica e agli idroclorofluorocarburi (HCFC) degli impianti di condizionamento.

Analogamente alla classificazione dei consumi energetici vengono seguite le linee guida del Global Reporting Initiative (GRI G3) che rimanda alle defi nizioni del GHG Protocol(3) distinguendo tra emissioni dirette (Scope1: utilizzo di combustibili fossili per riscaldamento, autotrazione(4), cogenerazione) ed emissioni indirette (Scope2: acquisto di energia elettrica ad uso industriale e civile(5)).

(3) Il GHG Protocol (Greenhouse Gas Protocol Iniziative), istituito nel 1998 in seno al World Resources Institute e al World Business Council for Sustainable Development, supporta le imprese sul tema delle emissioni di gas serra, attraverso metodologie di calcolo e studi volti a promuovere l’innovazione e l’assunzione di responsabilità sul cambiamento climatico.
(4) Le emissioni di CO2 legate all’uso di combustibili fossili per autotrazione e riscaldamento sono state calcolate seguendo le indicazioni dell’UNEP (United Nations Environment Programme Guidelines for Calculating Greenhouse Gas Emissions for Businesses and Non-Commercial Organisations – www.uneptie.org ).
(5) Per il calcolo delle emissioni da acquisto di energia elettrica è stato utilizzato il metodo del GHG Protocol che considera il mix energetico dei singoli Paesi. I coefficienti nazionali del GHG, espressi in grammi di CO2/kWh, sono i seguenti: Italia 405; Germania 349; Olanda 387. Per il Brasile è stato utilizzato il coefficiente elaborato dal locale Ministero dell’Energia pari a 29 grammi di CO2/kWh, in quanto ritenuto più puntuale.

Emissioni atmosferiche
Variazione %
Telecom Italia S.p.A. 2008 2008
su 2007
2008
su 2006
Emissioni di CO2 da acquisto di energia elettrica
prodotta da fonti miste
kg 842.189.133 -2,00% 0,12%
Emissioni di CO2 da cogenerazione kg 5.100.000 - -
Emissioni di CO2 prodotte per riscaldamento kg 54.977.728 -4,96% -6,99%
Emissioni di CO2 prodotte per autotrazione kg 61.451.387 2,29% -0,39%
Totale emissioni di CO2 kg 963.718.248 -1,39% 0,18%
Emissioni atmosferiche
% di incidenza delle BU sui valori di Gruppo
Gruppo TI 2008 Domestic/BroadBand/
Brasile
Media Olivetti
Emissioni di CO2 da acquisto di energia
elettrica prodotta da fonti miste
kg 902.476.843 98,35% 1,29% 0,36%
Emissioni di CO2 da cogenerazione kg 5.100.000 100% - -
Emissioni di CO2 prodotte per
riscaldamento
kg 63.050.162 91,48% 0,26% 8,26%
Emissioni di CO2 prodotte per autotrazione kg 98.059.571 97,99% 0,64% 1,37%
Totale emissioni di CO2 kg 1.068.686.576 97,91% 1,17% 0,92%

Variazione emissioni - Telecom Italia S.p.A.

Le emissioni di CO2 sono calcolate utilizzando il coefficiente di conversione elaborato dal GHG Protocol per l’Italia pari a 405 gr CO2/kWh.

Lo Scope3 definisce le emissioni atmosferiche indirette che non rientrano nel perimetro dello Scope2. Si stima che tali emissioni per Telecom Italia S.p.A. siano pari a:

  • 68 milioni di kg di CO2 per gli spostamenti casa-lavoro;
  • 16 milioni di kg di CO2 per gli spostamenti aerei per trasferte lavorative;
  • 4 milioni di kg di CO2 relativi ai gruppi elettrogeni, gestiti da fornitori, funzionanti presso Stazioni Radio Base;
  • 40 milioni di kg di CO2 relativi alle dispersioni di gas HCFC.

I gas HCFC, oltre ad essere qualificati come gas serra con elevato global warming potential(6), sono ozonolesivi. A partire dal 1° gennaio 2010 sarà vietato l’uso di HCFC vergini nella manutenzione, mentre è consentito l’utilizzo di HCFC rigenerati fi no al 2014. Dal 2015 sarà vietato l’uso di HCFC riciclati e rigenerati.

(6) Il Global Warming Potential (GWP) è la misura di quanto uno specifico gas contribuisca all’effetto serra. Questo indice è basato su una scala relativa che confronta il gas considerato con un’uguale massa di biossido di carbonio il cui GWP è per definizione pari a 1. Il GWP dell’HCFC utilizzato è pari a 1.780.

In Telecom Italia sono già stati da tempo avviati interventi di adeguamento e sostituzione di tali sostanze con altre non aventi effetti dannosi per l’ambiente.

Cambiamento climatico

La necessità di ridurre le emissioni di CO2 deriva da evidenze scientifiche a sostegno del nesso di causa/effetto tra le emissioni di gas serra e i cambiamenti climatici. Il settore delle TLC può giocare un ruolo importante nel proporre tecnologie e nello stimolare comportamenti utili per la riduzione delle emissioni di gas serra e il Gruppo Telecom Italia ne è consapevole.

L’approccio seguito dal Gruppo per contrastare il cambiamento climatico si basa su due livelli d’azione:

  • ridurre le emissioni dirette e indirette di gas serra;
  • incoraggiare e supportare la dematerializzazione di beni e servizi.

Per quanto riguarda la riduzione delle emissioni atmosferiche di Telecom Italia S.p.A. nel 2008 si ricordano le seguenti attività:

  • Sostituzione di auto a standard Euro3 con vetture Euro4. L’ammodernamento del parco auto ha riguardato oltre 5.200 auto e ha comportato una riduzione di circa il 30% rispetto alle emissioni che sarebbero state prodotte dai veicoli dimessi (pari a poco meno di 3.000 tonnellate di emissioni di CO2 evitate).
  • Ammodernamento delle centrali termiche alimentate a gasolio con impianti prevalentemente alimentati a metano. Le trasformazioni effettuate nel 2008 hanno determinato una riduzione delle emissioni di CO2 pari a 200 tonnellate.
  • I progetti per l’ottimizzazione dei consumi di energia hanno consentito, rispetto al 2007, un risparmio complessivo dell’1,39% delle emissioni di CO2, pari a 12.000 tonnellate. Tale risultato deriva dalla riduzione degli acquisti di energia elettrica da fonti miste, dall’autoproduzione di energia da impianti di cogenerazione, dall’incremento degli acquisti di energia rinnovabile e da una maggiore efficienza nell’utilizzo dei combustibili fossili.

Per quanto riguarda la dematerializzazione, il Gruppo fornisce prodotti e servizi che permettono di eliminare o ridurre le emissioni di gas serra generate da spostamenti di persone e oggetti. Di seguito alcuni esempi(7):

  • I servizi di videoconferenza e di audioconferenza permettono di evitare spostamenti di persone.
  • I servizi di TLC permettono il telelavoro con conseguente riduzione degli spostamenti casa-ufficio dei dipendenti.
  • L’utilizzo della fatturazione e dei pagamenti on line, oltre a permettere il risparmio di carta e quindi dell’energia relativa alla produzione e al trasporto, elimina le necessità di spostamenti per i pagamenti.
  • I servizi di telemedicina, descritti nello specifico paragrafo del capitolo Comunità, consentono di ridurre la necessità che medico e paziente si incontrino fisicamente, con riduzione degli spostamenti e delle conseguenti emissioni di gas serra.
  • I sistemi di infomobilità, descritti nel paragrafo “Studio e sperimentazione di servizi innovativi” del capitolo Clienti, utilizzando le informazioni ottenute dai terminali mobili, permettono di gestire il traffico in modo più efficiente, riducendo i tempi di percorrenza e quindi le emissioni di anidride carbonica.

Anche nella misurazione e nella rappresentazione delle emissioni di gas serra il Gruppo ha raggiunto importanti risultati, riconosciuti dal Carbon Disclosure Project (CDP). Il CDP è un’iniziativa internazionale, giunta al sesto anno di attività, che fornisce indicazioni su come misurare e rappresentare le emissioni di gas serra stimolando le aziende a focalizzarsi sulla gestione dei rischi e delle opportunità emergenti dal cambiamento climatico. Il Gruppo partecipa all’iniziativa fin dal 2005 e quest’anno ha conseguito il miglior risultato tra le aziende italiane appartenenti all’indice “Global500”: con un punteggio di 81 punti su 100, la performance è stata definita “remarkable” dagli stessi organizzatori.

Con particolare riferimento al tema del cambiamento climatico Telecom Italia partecipa a diverse iniziative che interessano il settore dell’ICT promosse da organismi quali: CSR Europe, EE IOCG, ITU, ETNO, ETSI, GeSi, Sodalitas.

(7) E’ stato stimato che 100 milioni di audioconferenze al posto di spostamenti fisici porterebbero al risparmio di più di 2 milioni di tonnellate di CO2 emessa, che 10 milioni di telelavoratori che lavorassero anche solo due giorni alla settimana da casa, comporterebbero un risparmio di quasi 11 milioni di tonnellate di CO2 e che se 10 milioni di utenti ricevessero le fatture relative ai servizi telefonici on line al posto delle fatture tradizionali cartacee si avrebbe un risparmio di circa 11.000 tonnellate di CO2. Gli esempi sono a titolo indicativo e hanno lo scopo di fornire un’indicazione concreta delle potenzialità dei servizi di TLC. Sono basati su progetti, verificati da terze parti indipendenti, testati su piccola scala da membri dell’ETNO nell’ambito dell’iniziativa “Saving the climate @ the speed of light” sviluppata insieme al WWF (www.etno.be/sustainability).